Video hot, incubo in una scuola media. Storie di sexting

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    Giuseppe Pecoraro

    Sexting a Grosseto, dodicenne si riprende e invia il filmato al fidanzatino, il fratello lo manda in chat: nessuno ha sporto denuncia.

    GROSSETO. Che qualcosa di strano stesse succedendo in una scuola media della città se ne sono accorti gli studenti e i professori. Qualcosa di strano che ancora è circondato da una parte di mistero perché il video hot che ha per protagonista una ragazzina di 12 anni del quale quasi tutti parlano, non è arrivato a nessuno degli adulti e nemmeno agli uomini della polizia postale. Gli agenti che si occupano di reati informatici sono stati avvisati ma fino a oggi, nessuno è andato a sporgere denuncia.

    La ragazzina si sarebbe ripresa in pose hot e avrebbe poi inviato il filmato girato con il suo cellulare al fidanzatino. Il video però non sarebbe rimasto nella memoria del telefono del ragazzino ma sarebbe stato intercettato dal fratello che lo avrebbe poi divulgato a tutti i suoi amici. Un caso, questo, come ce ne sono stati a decine negli ultimi anni.

    DIRIGENTI E PROF PREOCCUPATI

    A scuola, la voce su quel video e su quelle immagini che sarebbero passate da cellulare a cellulare, ha cominciato a circolare tanto che sono stati la dirigenza e i professori a chiedere l’intervento della polizia postale che da anni ormai organizza incontri con gli studenti per metterli in guardia dai pericoli della rete e per spiegare loro le conseguenze di queste azioni.Azioni che sono reati e che possono mettere nei guai anche i minorenni che li commettono.

    La polizia postale ha ricominciato quindi a incontrare gli studenti e a spiegare loro i rischi che corrono e i guai che possono passare. Gli agenti, coordinati dall’ispettore superiore Stefano Niccoli, dirigente della polizia postale di Grosseto, sono stati anche nella scuola dove è stato segnalato il fatto e hanno parlato a lungo con gli studenti. È possibile che tra i loro interlocutori ci fosse qualche studente informato sulla vicenda, e non è da escludere che, nell’anonimato, la ragazzina vittima di questa storia abbia avuto modo di vedere il lavoro dei poliziotti. Nessuno però ha fatto il nome della dodicenne e nessuno, nei giorni successivi, si è presentato alla polizia postale per sporgere denuncia.

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    Denuncia che – senza conoscere il nome e il cognome della vittima – non può essere presentata d’ufficio nemmeno dalla polizia postale stessa.Il video quindi, sta continuando probabilmente a gir are tra i giovanissimi senza che la ragazzina abbia ancora avuto il coraggio di parlarne direttamente con i genitori o con i suoi insegnanti.

    Rivolgendosi alla polizia postale potrebbe mettere fine a l’incubo del sexting che sta subendo da mesi e che non le permette di vivere serenamente la sua vita di dodicenne.

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