Scuola, nasce il premio nazionale di laurea sul bullismo dedicato a Carlona Picchio

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    Giuseppe Pecoraro

    L’Università di Pavia bandisce il primo premio di laurea dedicato a Carolina Picchio, la prima vittima riconosciuta di cyberbullismo in Italia.

    Il premio – 1000 euro – è messo a disposizione dal padre di “Caro”, Paolo Picchio, oggi presidente onorario di Fondazione Carolina. Si rivolge ai laureati tra il 2017 e il 2018 nelle facoltà di Psicologia, Scienze dell’Educazione, Programmazione e gestione dei servizi educativi o Scienze dell’Educazione in qualunque Ateneo italiano. Per partecipare bisogna aver discusso una tesi sul tema “prevenzione e contrasto alle relazioni aggressive nel contesto scolastico”. Le domande di partecipazione dovranno essere inviate entro il prossimo 19 marzo secondo le modalità indicate sul sito http://www.unipv.eu nella sezione “premi di studio”.

    “Promuovo con orgoglio e commozione questa iniziativa – commenta paolo Picchio – che ha il merito di sostenere i giovani che studiano per cimentarsi nella pratica più importante, ma al contempo più sottovalutata, dedicata alla comunità: l’educazione”. Papà Picchio guarda al futuro con la forza del sorriso di Carolina: “Mia figlia avrebbe senza dubbio intrapreso gli studi di Psicologia, probabilmente specializzandosi in Pedagogia, perché il paradosso più grande della sua storia, diventata oggi la storia di tutti noi, è nella sua gioia di vivere e nel suo amore per i bambini”. Proprio il dipartimento di Psicologia dell’Università di Pavia, da circa un anno, ha stipulato un protocollo di collaborazione con Fondazione Carolina per il monitoraggio dei fenomeni legati al bullismo e al cyberbullismo. “Particolarmente proficua la collaborazione con il laboratorio di Ricerca diretto dalla Professoressa Maria Assunta Zanetti – spiega Ivano Zoppi, direttore generale di Fondazione Carolina – in particolare per la definizione di percorsi di formazione rivolti agli adulti con responsabilità educative”. Per parlare ai ragazzi bisogna innanzitutto vivere con loro. “Condividere è la nostra parola magica – conferma Zoppi – in grado di aprire le porte del confronto intergenerazionale, del rapporto tra genitori e figli, del rapporto tra educatori e studenti; solo compartecipando alla loro crescita, dentro e fuori la rete, è possibile trasmettere quei valori universali alla base della formazione dell’individuo”.

    http://www.novaratoday.it

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