Lo sport come antidoto alla violenza e al cyberbullismo

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    Giuseppe Pecoraro

    I valori dello sport come antidoto forte ed efficace al diffondersi di episodi di violenza, bullismo e cyberbullismo tra i ragazzi, «virus» subdoli quanto pericolosi che con le giuste dosi di attività sportiva all’aria aperta, amicizia leale e spirito di squadra si possono combattere bene.

    Lo ha spiegato, e dimostrato, l’iniziativa promossa dal Club Valpolicella Rugby, presieduto da Sergio Ruzzenente, al campo di gioco di San Pietro in Cariano, in via Tofane, nell’ottava Giornata nazionale degli adolescenti e «Adolescentday». Nel corso della mattinata, numerosi studenti delle classi dell’istituto agrario «Stefani Bentegodi» e dell’istituto «Levi-Calabrese» hanno incontrato i giocatori di serie A del Valpolicella Rugby e Marco Previato del Club sportivo e insieme hanno dialogato sul problema del bullismo e su come contrastarlo con la giornalista Monica Sommacampagna, autrice del libro «#cisonoanchio» (Gabrielli Editori).

    Inoltre sono intervenute anche la psicologa Giuliana Guadagnini e la docente in ostetricia all’Università di Verona Francesca Gaudino. I giovani hanno parlato, scherzato e soprattutto pensato insieme agli Arcade Boyz. Il duo è formato da Barlow e Fada: molto popolari tra gli adolescenti, che ne apprezzato look e linguaggio bello spinto ma chiaro: i due «boyz» hanno il commento facile ma non inutile.

    Il loro obiettivo, infatti, attraverso canzoni e personaggi famosi del mondo della musica come dello sport, è aiutare i ragazzi a sfatare miti e a ragionare con la propria testa per far fronte al meglio ad ogni situazione che la vita ti pone davanti. Si definiscono «politicamente scorretti e moralmente integri». «Il nostro è black humor», spiega Barlow, «che usiamo per andare a vedere cosa c’è dietro ogni mito che vuole essere tale». Mai fermarsi alle apparenze, insomma. Soddisfatta della giornata, la psicologa e sessuologa Guadagnini.

    «I valori sani del rugby, come pure lo stare all’aperto invece che chiusi in casa», spiega la dottoressa, «possono aiutare la crescita dei ragazzi tenendo alla larga i bulli, perché dove diventa fondamentale accettare regole di gioco e convivenza sociale per loro non c’è proprio posto». Esperta di problematiche adolescenziali, però, Guadagnini invita le istituzioni, il mondo della scuola e le famiglie della Valpolicella a farsi sentire di più sulle problematiche legate a bullismo e cyberbullismo. «In questa zona c’è tanto, forse troppo silenzio», ha concluso Guadignini. Rivendica un ruolo non solo sportivo, ma anche sociale e di relazione, il Club Valpolicella Rugby. «Oltre agli allenamenti, alle partite e all’attività sportiva in genere, cerchiamo di esserci sotto vari punti di vista, in questo territorio», ha spiegato il presidente Ruzzenente. «Il rugby, molto fisico e di contatto, come altri sport può aiutare a contrastare il fenomeno del bullismo e affiancare i giovani nel loro cammino di crescita, giovani che oggi in certi casi faticano a stare nel gruppo o a reggere l’impegno in modo continuativo».

    Fonte: http://www.larena.it

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