Incriminati per un like. “Attenzione una leggerezza potrebbe costare cara”

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    Cetty Mannino
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    Mettere un like in un post di un amico è un gesto che ormai rientra nella quotidianità di ognuno di noi. Ma si può essere incriminati per un “mi piace”?

    Se il post a cui mettiamo il “mi piace” presenta dei contenuti offensivi, o, addirittura, razzisti e/o discriminatori, la nostra attività potrebbe essere considerata penalmente rilevante e, in caso di querela presentata dalla persona offesa, potremmo subire un processo con l’ accusa di diffamazione aggravata ai sensi dell’ art. 595, comma 3 c.p.

    Ma fino a dove possono spingersi le conseguenze legali per un like su Facebook su un post offensivo, si può essere realmente condannati? In Italia esistono al momento soltanto due casi di rinvii a giudizio per diffamazione “aggravata” a seguito di like aggiunti a contenuti postati su FB da altri soggetti.

    Il primo riguarda 7 persone accusate di aver apprezzato un post che accusava il sindaco e alcuni dipendenti comunali del comune San Pietro Vernotico (Brindisi) di essere “fannulloni e assenteisti”.

    A spiegare quali sono i rischi di un like messo con leggerezza, su Facebook ma anche su altri social, è l’avvocato Claudio Ruggieri, del Foro di Palermo. Succede infatti di mettere un “mi piace” senza pensarci, ma questo gesto potrebbe costarci davvero caro.

    Analizzando ancora più a fondo la questione l’avvocato informa che diverso è il caso in cui si condivida sulla propria bacheca il post offensivo altrui. In questo caso è pacifico per la giurisprudenza la configurazione del reato di diffamazione aggravata ex art. 595, comma 3, c.p., in quanto il gesto compiuto è sicuramente cosciente e volontario, volto inoltre ad aumentare la visibilità del post offensivo mediante la sua visualizzazione da parte di tutti i nostri contatti.

    Un like dunque può sì avere un effetto rilevante, perché fa apparire il post apprezzato sulla home di Facebook dei nostri amici, contribuendo, così, ad aumentare la diffusione del post diffamatorio, tuttavia l’ accusa dovrebbe dimostrare la coscienza e la volontà del gesto, cosa che risulta alquanto improbabile, dal momento che mettere un “like” costituisce un gesto quasi automatico, che molte persone compiono con estrema leggerezza, a volte anche soltanto per compiacere l’ autore del post, senza aver preventivamente esaminato con attenzione il contenuto.

    IL CONSIGLIO – Prima di cliccare pensare. Una leggerezza potrebbe costare davvero cara.

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