Il portiere Puggioni: «Perdono gli hater, se combattono il cyberbullismo»

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    Giuseppe Pecoraro

    È il dicembre del 2015 e la Samp di Montella arranca in classifica. C’è spaccatura tra i tifosi e i giocatori. Uno di questi ultimi, Roberto Soriano, viene preso a schiaffi da alcuni supporter.

    Su Facebook si scatenano gli hater di Christian Puggioni, portiere blucerchiato. Lo accusano di aver spaccato lo spogliatoio e di aver organizzato l’aggressione al compagno. I post diventano virali, vengono condivisi e commentati da migliaia di persone. Puggioni – assistito dall’avvocato Federica Tartara – sporge denuncia. Il pm Stefano Puppo indaga una decina di persone per diffamazione. Puggioni ora ha deciso di perdonare i suoi haters in cambio di un percorso di formazione sui rischi del cyberbullismo.

    Christian Puggioni ha 38 anni e non è solo un portiere di calcio con alle spalle centinaia di partite tra i professionisti. Ha una laurea in legge ed è testimonial della polizia postale nella campagna “Vita da Social”. Lui che in prima persona si batte contro il cyberbullismo e le violenze in Rete, ne è stato a sua volta vittima. E però dopo quattro anni ha deciso di perdonare i suoi haters che aveva denunciato in Procura. «Ritiro la querela – spiega al Secolo XIX – a patto però che intraprendano un percorso di volontariato che gli permetta di capire i pericoli del web».

    Puggioni, alla fine, ha deciso di perdonare i suoi hater…
    «È stata una decisione ragionata, ponderata. Perché prima ho voluto denunciare queste persone alla Procura. Volevo avere giustizia perché avevano scritto falsità e cose incredibili sul mio conto. Ora ho deciso proporre loro una sorta di patto».

    Cosa l’ha spinta a prendere questa decisione?
    «Ho riflettuto a lungo sulla risposta che una delle persone che condivise o che scrisse quel post diffamatorio mi diede non appena lo contattai dopo i fatti. Mi disse: “L’ho solo scritto su Facebook, che problema c’è?”.Da qui ho capito che la gente non si rende davvero conto dei rischi della Rete».

    Fonte: http://www.ilsecoloxix.it

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