Di cyberbullismo si muore. Ecco la storia di una ragazza [2014]

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    Pietro

    Domenica pomeriggio si è gettata dall’ultimo piano di un ex hotel di Cittadella nel mirino il sito Ask.fm, una chat diventata da tempo il parco giochi dell’odio

    “Secondo me tu stai bene da sola! Fai schifo come persona”. E poi: “Con cosa e meglio tagliarsi? Non è meglio usare la lametta?”. Ancora, come se non fosse già abbastanza, un altro pugno: “Spero che uno di questi giorni taglierai la vena importantissima che c’è sul braccio e morirai!!!!”.

    Frasi, parole, insulti pesanti, digitati con una cattiveria perversa a cui è difficile trovare un senso. E che hanno schiacciato,distrutta una ragazzina di Padova di soli 14 anni, inducendola a farla finita davvero: domenica pomeriggio si è gettata dall’ultimo piano di un ex albergo di Cittadella, a Padova.

    Un palazzo abbandonato, rifugio di tossicodipendenti e sbandati. Nel suo passato quel l’ex albergo maledetto a Padova contava già un precedente. Già un ragazzino si era suicidato nel 2008. Tutto questo ha un nome si chiama Cyberbullismo. Succede quando la piazza diventa il web, e succede quando il sito in questione è Ask.fm, network con 60 milioni di utenti giudicato pericoloso.Una chat basata sul concetto di interazione domanda-risposta, che per coetanei vigliacchi e incoscienti è diventata da tempo il parco giochi dell’odio: sono protetti da anonimato, e a quel punto è facile trasformarsi in un branco sadico.

    Lei era iscritta con il nome di Amnesia. E se hai 14 anni, età già di per sé complicata, se sei fragile, ogni parola è più che un insulto . E pensi davvero che non vali nulla, che “fai schifo come persona”. Che devi morire. C’era persino chi le aveva inviato un link a un trailer, quello del film “Suicide Room”.

    Qualcuno si era accorto che la situazione stava degenerando e c’era chi le consigliava di smetterla, di andare dallo psicologo. Ma lei rispondeva con immagini di polsi tagliati e bende, o un cuore spezzato.”Basta stupido mondo”, ha scritto in un post il 2 febbraio. La ragazzina prima di compiere l’ultimo gesto aveva scritto dei biglietti prima di andare sul tetto di quell’ex albergo, ma pare senza spiegare nulla in merito a ciò che stava per compiere. Solo una lettera indirizzata alla nonna, lasciava presagire il peggio, la quale subito, non appena l’ha letta, si è allarmata. Ha avvertito i genitori della ragazza: in fondo c’era qualche dettaglio che faceva capire dove poteva essere andata. Ma ormai era tardi. Sotto choc, i genitori sono arrivati per cercarla, invece hanno trovato le autorità a lavorare su quello che ormai era il luogo del suicidio.

    Fonte La Stampa 

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