Bullismo e Cyberbullismo: Come la scuola potrebbe coinvolgere i genitori.

Home Forum Come fare Bullismo e Cyberbullismo: Come la scuola potrebbe coinvolgere i genitori.

Questo argomento contiene 1 risposta, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  Giusi 8 mesi, 1 settimana fa.

  • Autore
    Articoli
  • #1343 Risposta

    Francesco

    I fenomeni di bullismo e cyberbullismo come ci insegna la cronaca, sono ormai all’ordine del giorno. E’ ormai assodato che la scuola ricopre un ruolo fondamentale nell’affrontare la problematica sia dal punto di vista risolutivo sia da quallo ancor più fondamentale della prevenzione. Sappiamo che i protagonisti coinvolti nel fenomeno sono le vittime che sono in condizione di inferiorità e non hanno spesso la forza di denunciare ciò che gli sta accadendo, sono i bulli con alle spalle problematiche e risvolti psicologici che li portano ad agire attraverso determinate modalità e poi c’è la platea che osserva e che spesso tace o peggio ancora si rende complice del bullo nell’azione denigratoria, violenta e aggressiva ai danni della vittima.

    Quando si verifica un fenomeno di bullismo o di cyberbullismo la scuola da sola, spesso chiamata in causa dai genitori della vittima, non può contrastare il fenomeno ed ecco che si rivolge ai genitori del bullo o a quelli di alcuni alunni spettatori ed è proprio qui che spesso si incontra un muro. Un muro fatto di giustificazioni, di sottovalutazione del fenomeno, a volte di determinata negazione dello stesso; un muro fatto di “non so” o “non ho visto niente”.

    In questo contesto è chiaro che sono i genitori a dover essere prima di tutti infomati e formati riguardo ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, perchè sono loro che possono cambiare le cose con esempi virtuosi, con consigli adeguati, col dialogo e una buona comunicazione, facendo si che gli strumenti digitali così cari ai loro figli, vengano sfruttati al meglio. Ogni strumento digitale, ogni software, ogni app può essere sfruttata per accrescere il patrimonio formativo del ragazzo o del bambino e per sfruttare al massimo le potenzialità dei social media e della rete.

    Ma come attirare i genitori al fine di informarli e formarli per un’azione educativa efficace verso i loro figli?

    L’idea potrebbe essere quella di iniziare a scuola dei progetti con i ragazzi che prevedano dei laboratori per ogni classe con tema il bullismo o il cyberbullismo e che prevedano poi un prodotto finale tra rappresentazione grafica o teatrale, musicale, temi, poesie e quant’altro. Questi prodotti finali andrebbero poi inseriti in un evento finale a cui invitare tutti i genitori per presentare i prodotti finali dei loro ragazzi. Quale genitore rinuncerebbe a vedere il proprio figlio recitare, suonare o leggere la propria poesia o componimento? Ecco che si avrebbe certamente una platea di genitori molto più numerosa di quella che si avrebbe se semplicemente si invitassero gli stessi genitori ad una qualsiasi conferenza con tema il bullismo o il cyberbullismo.
    Andrebbe quindi sfruttata la grande partecipazione dei genitori per presentare in maniera forte il fenomento e per raccogliere le adesioni a progetti dedicati proprio ai genitori cheli veda protagonisti insieme alla scuola di azioni di prevenzione e di monitoraggio.

    Ingegnarsi in tal senso diventa quasi un obbligo per far si che i genitori capiscano fino in fondo il fenomeno che hanno davanti e che coninvolge tutti loro perchè non non si tratta di avere un figlio bullo o vittima di un bullo, ma si tratta di avere un figlio testimone e parte di una platea che troppo spesso resta in silenzio e che invece parlando e agendo potrebbe sconfiggere un fenomeno troppo diffuso proprio per il silenzio di tanti. Si tratta di avere una platea finalmente attiva e determinante nella sconfitta del bullismo, insieme genitori e figli con la scuola.

  • #1440 Risposta

    Giusi

    Quanto hai suggerito, servirebbe certamente a catturare l’attenzione e la partecipazione dei genitori, almeno a breve termine. La durata dell’attenzione, e soprattutto della partecipazione, non è prevedibile.
    A me piacerebbe che fosse creato anche uno sportello permanente di ascolto a scuola; sarebbe uno strumento efficace, sia per i genitori che per i ragazzi, se le scuole avessero i fondi per istituirlo. Giornaliero, ahimè, è un sogno irrealizzabile nel mondo reale, ma si potrebbe ipotizzare almeno a cadenza settimanale. Con la giusta “pubblicità” forse si vincerebbe la naturale resistenza a parlare del fenomeno vissuto o anche soltanto osservato.
    In ultima istanza, anche un contenitore in cui depositare, in modo anonimo o meno, le proprie emozioni o in cui chiedere aiuto sarebbe umo strumento per non lasciare solo chi riconosce di avere un problema o chi non ha più voglia di assistere a situazioni che creano disagio ad altri. Il referente per il bullismo o cyber bullismo avrebbe il compito di smistare quanto raccoglie. Tutto sommato, anche con poche risorse si può tentare di agire per trovare una soluzione.

Rispondi a: Bullismo e Cyberbullismo: Come la scuola potrebbe coinvolgere i genitori.
Le tue informazioni: